La salsa è senza ombra di dubbio il ritmo più conosciuto nell'ambito della musica latina, ma la sua storia non si perde nella notte dei tempi, è anzi piuttosto recente e proprio grazie alla sua "mezcla magica" (miscela magica) regala all'ascoltatore e da al ballerino la sensazione di trovarsi di fronte ad una complessa serie di apporti ritmici dalle più svariate origini.Le origini della salsa sono strettamente legate alla nascita e allo sviluppo della musica a Cuba. Le teorie però che riguardano la sua nascita dividono gli studiosi in due gruppi distinti: coloro i quali sostengono che la salsa è nata a Cuba attraverso un lento processo di trasformazione, e coloro che invece la vedono nascere nella seconda metà degli anni 60 nel Barrio Latino di New York. In realtà probabilmente il problema non esiste, le due teorie riguardano solamente due duversi tipi di nascita, poichè da un lato si parla di quella che è l'origine vera e propria risalente sicuramente a Cuba, dall'altro di quella "commerciale" fondata a New York. Per comprendere la genesi della Salsa bisogna partire dal Son, da cui ogni altro genere ha tratto origine, da Cuba, dove ritmi africani degli schiavi hanno conservato e sviluppato le proprie radici mescolandole alle tradizioni musicali europee, dal Flamenco Andaluso alla Romanza Francese. Dobbiamo risalire alla fine del 700, quando nell'isola di Haiti le ribellioni degli schiavi nero spinsero molti latifondisti francesi a insediarsi nella regione cubana d'oriente, sancendo l'inibizione della "contaminazione" musicale: balli figurati e quadriglie venivano reinterpretati dalle prcussioni dei neri, dando origine al Danzòn cubano, il primo ritmo che rappresenta la sintesi dei due continenti. Nel 1901 Cuba ottiene l'indipendenza dalla Spagna, e paradossalmente la musica di origine africana subisce una maggiore repressione rispetto al precedente dominio coloniale: l'aristocrazia proibisce l'uso dei tamburi, considerati un simbolo di tradizioni "selvagge". In tal modo il Danzòn si diffonde nei salotti borghesi, mentre nelle campagne continuano a proliferare i ritmi basati sulle percussioni, e tra le innumerevoli varianti la più popolare è il Son Montuno, che diverrà la base ritmica della Salsa. Il Son è il più vigoroso genere carnevalesco di fronte al quale qualsiasi canzone si converte in un'anticanzone, qualsiasi contenuto nella parodia di questo. Una Burla non solo destinata a suscitare sorrisi o risate, ma con una forte carica critica armonizzata dalla coniugazione di ritmi e contrappunti ritmici. Dal Son prenderà vita la Rumba ( il cui termine indicava le feste collettive degli schiavi libertai ), la variante conosciuta come Conga ( dal nome del tamburo che segnava il passo ) e quindi la Guaracha, un son dal testo picaresco che avrà una straordinaria diffusione neglia anni trenta. Da una variante del Danzòn il Danzonete, deriva invece il Mambo,impostosi sulla scena mondiale a partire dal 1948, quando Pèrez Prado, allora sconosciuto pianista, ispirandosi alle big band americane lanciò questo nuovo ritmo che la Chiesa bollerà addirittura come indecente e osceno per la carica erotica implicita nel ballo. Ciascuno di questi ritmi costituirà l'origine o l'ispirazione per molti altri, come un albero genealogico dalle radici comuni, fino al Merengue, La cumbia, passando per la Bomba, la Plena, La Pachanga e altri generi. Infine l'influenza del Jazz, con l'ingresso dei tromboni nei "conjuntos" (gruppi) musicali. Allora il terreno sarà finalmente fertile per far fiorire la summa di tutto questo: la Salsa, fusione di un vasto complesso di ritmi afroantillani che si condensano in questa parola, conferendole un significato sematico e una localizzazione geografica. Ritmo allo stato puro, il cui principale merito è di essere riuscito a infrangere le barriere razziali, a dare voce e identità alle minoranze latine emarginate cancellando i confini tra i paesi latino americani. La Salsa ha conosciuto due stagioni di successo: la prima quando essa fu rielaborata negli USA, attorno al 1970, e di qui lanciata suglia ltri mercati; la seconda quando è tornata alla ribalta nel 1997-98, sia nella forma forte che nella forma moderata e romantica, conquistando molti fans fra i giovani americani ed europei. Oggi sono molti gli stili di salsa che possiamo incontrare nel mondo: cubano, portoricano, New York style, Venezuelano ognuno dei quali ha una sua validità ed originalità. La salsa cubana ha ovviamente caratteristiche di stile che rifanno al Son Cubano, evolutosi in movimenti molto contorti e complessi, molto "sabor" e poco riguardo per l'aspetto esteriore della coppia: Sicuramente una salsa caliente e sensuale. Lo stile portoricano è decisamente più "tecnico" ed elegante, ed alterna il ballo di coppia ad una serie di "passitos" eseguiti singolarmente: La versione che è stata portata in Italia sovente viene associata ad un attegiamento degli esecutori molto distaccato,cosa che può far sembrare questo genere un pò freddo. Il New York Style, è essenzialmente una variante del amambo ( infatti viene anche chiamato così) , elegante , con una infinità di giri vorticosi della ballerina, ed intervallato dagli "open shines", serie di passi eseguiti singolarmente. Esponenti per eccellenza di questo ballo sono Eddie Torres e Frankie Martinez. Una evoluzione del New York Style è la versione acrobatica definita Los Angeles Style. Questa è l'ultima delle mode sbarcate in Europa che ancora stenta ad affermarsi in Italia. La Salsa Venezuelana,ormai passata di moda; è caratterizzata da un andamento saltellante dovuto al "calcetto" del passo base e da figure quasi tutte derivanti dall'apertura e dal giro verso sinistra.
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