
LA STORIA DELLA RUMBA di El Sonero dj
L'origine della rumba è collocabile agli inizi del 1900, o poco prima, a Cuba, dopo l'abolizione della schiavitù, avvenuta il 10 febbraio 1878, col Patto di Zanjòn, a seguito della 'grande guerra' combattuta contro la Spagna.Per gli studiosi di storia della danza, il termine rumba indica qualcosa di più che un semplice ballo: identifica un genere musicale e coreico comprensivo di un insieme di balli. Nella lingua spagnola il verbo rumbear definisce un particolare modo di ballare, basato sui movimenti seducenti dei fianchi e del bacino. Il 'rumbeare' è tipico di molti balli caraibici e latino-americani, antichi e moderni.La rumba nacque a Cuba, dopo l'abolizione della schiavitù (1878). Grandi masse di negri lasciarono i campi, dove non possedevano alcun bene, e si trasferirono nelle periferie delle città, per organizzare una nuova vita. Costruirono accampamenti precari e squallidi quartieri, dai quali partivano per svolgere i più umili lavori nei centri urbani. Per questa gente, povera ma libera, la musica e la danza diventarono ben presto un modo di essere e di vivere, un modo di esprimersi, sul piano religioso, sociale e affettivo. Gli ex-schiavi non possedevano strumenti musicali. Per la produzione dei ritmi usavano di tutto
• maracas (zucche svuotate, con sassolini dentro),
• marimba (rumba box: strumento di percussione),
• claves (due bastoncini di legno percossi l'uno contro l'altro),
• cassoni vuoti che fungevano da tamburi.
Quando mancava qualcuno di tali strumenti, la percussione era affidata a vari utensili e oggetti domestici quali bastoni, cucchiai, piatti di legno, ecc. Sul piano coreico, il miscuglio delle figure inventate e mutuate da danze varie non fu inferiore a quello operato per gli 'strumenti' musicali. I danzatori innestarono elementi di balli africani su basi di habanera e su alcune figure di conga. Tendenzialmente preferivano i ritmi molto vivaci. Le parti cantate, improvvisate, avevano per oggetto la durezza e i sacrifici di una esistenza quantunque libera, perchè la povertà crea sempre un qualche tipo di schiavitù. Su basi musicali che si dispiegavano lungo un ventaglio ritmico molto ampio, dal lento al velocissimo, si alternavano tematiche di denuncia sociale legate alla quotidianità e problemi riguardanti l'amore, con le sue leggi eterne. Mi piace qui riportare un concetto bellissimo dell'antropologo e storico della danza Curt Sachs, "I popoli, al pari degli individui, reagiscono in maniera differente alle emozioni. C'è chi risponde a uno stimolo emozionale da musicista, ossia cantando o sonando; altri con differenti maniere. Una reazione musicale è debole e improbabile presso gli esquimesi, robusta e pressochè sicura invece presso popoli negri, indipendentemente dal loro livello culturale"