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Pagina 1 di 2 Recenzione a cura di EL SONERO DJ
OMAGGIO A TITO PUENTE ……IL RE DEL TIMBAL Era il 1952 quando un giovane musicista nato in Porto Rico, ma cresciuto nello Spanish Harlem del Bronx a New York , si imponeva all' attenzione del pubblico come leader della sua band. Ma soprattut to come promessa vincente nel campo delle percussioni, il più amato e seguito dalle genti latine. I grandi congheros e bongoceros venuti a New York alla fine o inizi degli anni '50 ( come Ramon "Mongo" Santamaria, Chano Pozo e poi ancora Manny Oquendo, Nicky Marrero, Willie Rosario ) furono maestri e contemporanea mente pari grado di Tito, un talento natura le di prima grandezza che, in breve tempo, assorbì la tradizione afro cubana per crea re un suo stile personale con immediati successi di critica e pubblico ( come gli hits Abaniquito, Babarabatiri,Mambo La Roca, Cuero Na Ma, El rey del Timbal ). Motivi che venivano suonati di continuo nella sala principe per eccellenza delle notti latine di New York, il Palladium Ballroom. Tito portò nel sound latino una rivoluzione con i suoi Mambos, Chachachas, Boleros frenetici e contornati da virtuosi assoli con lo strumento che lo renderà universalmente conosciuto e famo so : el timbal ( per cui oltre al soprannome di "Rey del Mambo" gli uniscono anche quello di "Rey del Timbal" ). Compositore, direttore d'orchestra e pluristrumentista, Tito Puente ha solcato quasi 50 anni della storia della musica latina lasciando un'orma indelebile. Con 100 dischi all'attivo, fra cui i successi mondiali non si contano ( fra cui i celebri Mambo Diablo, Goza mi Timbal, Mambo on Broadway, Cuba Carnival, Un Poco Loco ) Tito è una star di prima grandezza nel panorama della musica latina. Non per nulla è stato l'unico musicista non-cubano ad essere invitato in Cuba nel 1952 dall'allora presidente Fulgencio Batista, che gli decretò onori hollywoodiani per meriti artistici. Puente entrò di prepotenza nel cuore dei cubani al pari del loro idolo di sempre il famoso cantante Nat King Cole. Fedele al suo genere musicale, Tito non si allineò mai con coloro che vedono nella Salsa il fenomeno di fine secolo, anzi negando addirittura che Salsa fosse un genere nuovo. La sua opinione in merito, è che non si tratti altro che di un termine che nasconde un' immensa impresa commerciale. Agli intervistatori che gli chiedevano se suonasse la Salsa, ha sempre risposto lapidariamente : "L'unica salsa che conosco è quella di pomodoro !" E, detto da lui, lascia da pensare .... Vaya Tito
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